Quella che vedete qui sopra è la Bandiera UFFICIALE (Credit: European Union) dell' Unione Europea, che è composta da un circolo di dodici stelle d'oro caricato su di un fondo azzurro. Questo vessillo, amato da alcuni ed odiato da altri, è stato adottato ufficialmente quarant'anni fa (29 Giugno 1985), ma ne compie settanta da quando fu ideato e realizzato da Paul Michel Gabriel Lévy come bandiera del "Consiglio d' Europa" e adottato l' 8 Dicembre 1955 (prendete nota di questa data, che corrisponde alla Festività Religiosa dell' Immacolata Concezione).
Anche per questa bandiera, come per quella Italiana, ci sono in circolazione diverse "false-flags" che le assomigliano ma che non ne rispettano le precise regole grafiche. Qui sotto ne vedete una le cui differenze sono evidenti:
Ad intervalli più o meno regolari, specialmente quando la calura estiva si fa particolarmente sentire, sui media (che in questo periodo devono trovar modo di "riempire" i buchi redazionali ed offrire sempre e comunque spunti di polemica politica spicciola per quei -pochi- lettori ed ascoltatori che ancora si ritrovano) esce l'ormai annosa "querelle" su questa bandiera.
Le polemiche sulla bandiera europea non sono di ieri, ma sono sempre strettamente legate e vanno di pari passo con quelle, squisitamente politiche, sulla stessa Unione Europea, da alcuni vista come un'ottimo caso di applicazione della democrazia, e da altri, in opposizione diametrale, come una moderna dittatura. Si tratta di una discussione irrisolta (ed irrisolvibile), alimentata in particolar modo da coloro che non gradiscono che l' Unione Europea debba mettere il becco non solo, ad esempio, sul tipo di automobili che dovremmo comprare ma, financo, sulle dimensioni, sul peso e sulla curvatura delle zucchine che acquistiamo al mercato rionale.
Bisogna dire che, in generale, le polemiche politiche da parte italiana sull' Europa e sulla sua bandiera sono quasi sempre state portate avanti, da oltre dieci anni a questa parte, dagli esponenti politici della Lega (ex Lega Nord); l'ultima in ordine di tempo risale all'anno scorso, quando il Senatore Claudio Borghi presentò una proposta di legge per togliere la Bandiera Europea dagli edifici e dagli Uffici Pubblici.
Quest'anno, invece, il 29 Giugno (in occasione del quarantesimo anniversario dall'adozione della Bandiera da parte dell'Unione Europea), è stato Antonio Tajani, attuale Vicepresidente del Consiglio dei Ministri nonché Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, a rilasciare una dichiarazione che ha innescato la mai sopita polemica.
In tale dichiarazione, formulata su uno dei più frequentati socialmedia, il Ministro Tajani accreditava il colore blu dello sfondo al colore del mantello della Madonna (l' Immacolata Concezione; ricordate l' 8 Dicembre 1955, quando fu adottata la Bandiera per il Consiglio d' Europa?) mentre accreditava le dodici stelle alle Dodici Tribù d'Israele (discendenti dai dodici figli di Giacobbe il quale, secondo le antiche scritture, dopo aver combattuto contro un Angelo di Yahweh, da quest'ultimo venne denominato "Israel").
Sinceramente, da un Politico del calibro di Tajani (che, tra l'altro, è stato Vicepresidente della Commissione Europea dal 2008 al 2014, Commissario Europeo per i Trasporti dal 2008 al 2010, Commissario Europeo per l'Industria e l'Imprenditoria dal 2010 al 2014, Vicepresidente Vicario del Parlamento Europeo dal 2014 al 2017 e Presidente del Parlamento Europeo dal 2017 al 2019) ci aspettavamo maggiore accuratezza nella conoscenza delle vicende comunitarie.
Comprendiamo la "necessità politica" di ribadire le origini "Giudaico-Cristiane" dell' Europa (che ci sono, ovviamente), ma un pizzico di "disinvoltura informativa" in meno non avrebbe guastato.
In ogni caso, fatti i dovuti accertamenti, possiamo "spoilerare" che la prima affermazione (quella riguardante il colore ispirato dal mantello della Madonna) è FALSA mentre la seconda (12 stelle dalle 12 Tribù di Israele) è solo PARZIALMENTE VERA.
Paul Michel Gabriel Lévy
Nato a Bruxelles nel 1910, Ebreo (della Tribù di Levi, una delle dodici tribù d'Israele), nel 1940 si dice che si convertì al Cattolicesimo. All'inizio della Seconda Guerra Mondiale lavorava come giornalista presso la radio belga (INR - Institut National de Radiodiffusion). Quando la Germania invase il Belgio (10 Maggio 1940), come tanti altri si rifiutò di collaborare con i Nazisti e fu internato in un campo di lavoro.
Fu liberato nel 1941 e posto sotto stretta sorveglianza a Bruxelles da cui, l'anno seguente, riuscì a fuggire per raggiungere l' Inghilterra, dove entrò a far parte, come giornalista e "speaker", di "Radio Belgique", l'emittente supportata dalla BBC che trasmetteva, in Francese ed Olandese, per la Resistenza Belga. Nello stesso periodo fu chiamato a far parte del Governo Belga in esilio a Londra e fece anche parte della "Commission Belge pour l'étude des problèmes d'après-guerre".
Tornato in Belgio dopo la guerra, svolse attività politica con l' Union Démocratique Belge (partito social-democratico di centro-sinistra) e poi, dopo lo scioglimento del partito (1946), riprese l'attività radiofonica. Nel 1950 fu nominato Capo del Dipartimento della Cultura del neonato Consiglio Europeo ed in tale veste, assieme ad Arsène Heitz, curò la realizzazione della Bandiera del Consiglio.
Dopo una carriera interamente svolta nel Consiglio Europeo, di cui seguì le vicende nei decenni seguenti, Paul Michel Gabriel Lévy morì a Bruxelles il 16 Agosto 2002.
Come è nata la Bandiera Europea
Lo Statuto del primo Consiglio Europeo fu firmato il 5 Maggio 1949 a Londra e fin da subito si presentò la necessità di dotarlo di un emblema, cioè una bandiera che lo rappresentasse. Negli anni seguenti fu quindi bandito un concorso internazionale (a cui parteciparono anche gli alunni delle scuole europee) per la presentazione dei bozzetti e fu creata un'apposita Commissione per la scelta finale.
I bozzetti presentati furono tantissimi ed il lavoro della Commissione, che lavorò dal 1950 al 1955, si rivelò fin da subito assai impegnativo.
Quello che apparve subito evidente fu che moltissime proposte presentavano un cielo (blu) stellato. Si decise quindi che quella sarebbe stata la linea-guida per la nuova bandiera.
Una prima ipotesi presa in considerazione era rappresentata da una grande stella posta al centro della bandiera; fu scartata per motivazioni geo-politiche, poiché era praticamente uguale alla bandiera del Congo Belga (fino al 1960 il Congo fu una colonia del Belgio). Tante altre soluzioni, che prevedevano stelle centrali con stelle circostanti, linee o righe di stelle (come nella bandiera degli Stati Uniti d'America) furono messe da parte sempre per motivazioni squisitamente geopolitiche.
Alla fine, rimasero sul tavolo alcune ipotesi presentate da Arsène Heitz, un funzionario che lavorava presso l'Ufficio Postale del Consiglio Europeo e che presentò ben 21 bozzetti che differivano tra di loro per il posizionamento delle stelle ed il loro numero (15, 14, 11, 10...). Si decise quindi che le stelle dovessero essere disposte in circolo e, infine, si aprì la discussione sul loro numero. Mano a mano che si valutavano le ipotesi il numero scendeva, sempre per le famose motivazioni geopolitiche (non si doveva urtare la suscettibilità di nessuno, ovviamente).
Quando si arrivò a tredici stelle sembrò che il problema fosse risolto; quel numero non creava alcun problema politico, ma a questo punto entrò in scena l'Italia, che non pose pregiudiziali politiche, bensì... scaramantiche. Gli Italiani si opposero perchè, semplicemente, il numero tredici portava sfortuna. Fu così che le stelle diventarono dodici.
Il numero così stabilito si prestava peraltro molto bene a tutte le interpretazioni, laiche e religiose, accontentando tutti. Dodici stelle, come i dodici mesi, come le dodici ore, come i dodici Apostoli, come i dodici segni zodiacali, come le dodici tribù d'Israele, come le dodici fatiche di Ercole, come le dodici stelle della corona dell'Immacolata Concezione... e via enumerando. Ufficialmente, invece, le dodici stelle stanno a significare gli ideali di unità, solidarietà ed armonia che uniscono (si fa per dire) i popoli dell' Europa.
La bandiera fu esposta per la prima volta a Parigi il 13 Dicembre 1955.
Questa è la storia della nascita della Bandiera dell' Unione Europea, con annesse motivazioni.
Non ci credete? Poco di male. Cliccate sull'immagine qui sotto e potrete vedere ed ascoltare un'intervista a Paul Michel Gabriel Lévy in cui egli descrive (in Francese, ovviamente) tutta la vicenda, compreso il veto italiano per scaramanzia al numero tredici.

Guardando il video, è interessante notare come, mentre Lévy viene ripreso mentre passeggia nelle vicinanze della Cattedrale di Strasburgo, i tanti passanti, tra cui i soliti turisti ciabattanti e tetragoni alla storia ed alla cultura, si voltino a guardarlo chiedendosi chi mai possa essere di così importante quel vecchio bacucco, ignorando di essere passati accanto al papà della bandiera di quell' Unione Europea di cui essi sono (indegni) figli e nipoti, che magari criticano e disprezzano ma della quale godono da settant'anni i benefici, benefici grazie ai quali anche molti politici si possono oggi permettere di sparare cazzate sesquipedali.