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13 Agosto 1935 - Centrale "dei Frati" di Ovada

di Federico Borsari - 4 Agosto 2025

13 Agosto 1935. Ovada. Centrale elettrica "Frati". Ore 8 del mattino. Matteo Grillo, guardiano della centrale, racconta:

Memoriale Matteo Grillo
Memoriale Matteo Grillo
Memoriale Matteo Grillo
Memoriale Matteo Grillo


Trascrizione integrale:

Alle ore 8 del mattino del giorno 13 Agosto 1935 - dopo qualche ora di forte pioggia, il canale d'alimentazione della nostra Centrale, che prima era quasi asciutto, improvvisamente si riempì tanto da far funzionare al massimo la nostra macchina - Fu questo il mio primo pensiero di rivolgermi alla Centrale delle OEG di Molare per avere informazioni da quanto tempo fosse che pioveva verso monte. loro mi risposero che poteva essere da qualche ora e mezza e che l'acqua nel lago era aumentata non più di due metri dal'altezza dal livello prima di incominciare a piovere-
Verso le ore 9.30 circa il nostro canale d'arrivo non era più sufficiente a ricevere l'acqua perchè essendovi forte rigurgito nel canale di scarico, allora chiamai la Centrale di Molare sempre per avere notizie in merito a così forte mandata d'acqua, loro mi risposero che l'acqua nel lago aumentava forte, allora io aiutato da Garbarino, da Pastorino e da Scarsi Mino che si era trovato proprio in quel momento nella Centrale, sebbene si trovasse in ferie ci aiutò a sollevare la trasmissione della turbina e a togliere la cinghia, cosa già avvenuta altre volte durante le piene -
non ancora ultimato di far ciò mandai Garbarino a chiudere le paratoie di presa e ad aprirne lo scaricatore - eseguita tale manovra, l'acqua nel canale è diminuita come pure in quello di scarico - Verso le ore 10.15 ricevo una telefonata da Molare che il loro telefono con Rossiglione attraverso la linea dello Zerbino non funzionava più e di tenerli in continua comunicazione con la sotto stazione Cieli di Rossiglione attraverso alla nostra rete, ciò che io feci subito. mentre attendevo che Rossiglione rispondesse l'operaio mi disse di informare le persone circostanti alla Centrale e se era possibile quelle più verso valle che l'acqua sarebbe stata molta. appena avuto risposta da Rossiglione misi in comunicazione Rossiglione con Molare ed io prevvidi da gente che conoscievo di far avisati li casi
(N.d.R.: le case) adiacenti alla Centrale di quanto mi era stato riferito dalla Centrale di Molare. ritornato in Centrale chiamai la Centrale di Schierano affinché stessero previsti loro e se era possibile di avisare pure Predosa che sarebbe arrivata molta acqua - Verso le ore 10.30 mi venne riferito da Garbarino che era andato a rispondere al telefono che da Molare hanno fatto comunicare da lui stesso a Rossiglione, causa che la voce era poco percebibele (N.d.R.: percepibile) da un capo a l'altro per le forti scariche atmosferiche, cosa che io percepii solo da relazione fattami da Garbarino che la valvola a campana del lago non funzionava più per dare scarico alle acque - allora diedi ordine a Garbarino di mettere Rossiglione in comunicazione diretta con Molare e noi di accudire ai bisogni della nostra Centrale -
Alle 11.10 o 11.20 l'acqua a incominciato a straripare dal nostro canale d'arrivo sebbene le paratoie fossero già state chiuese fin dal momento in cui tolsi la cinghia - allora interruppi la comunicazione con Rossiglione per chiedere a Molare nuove notizie di così forte piena risposero che il lago sfiorava dalla diga e di avisare ancora verso valle che l'acqua che stava per sciendere era molta
allora mi recai al piano superiore dell'officina e esortai chiamandoli per nome le persone delle case adiacenti di abbandonare la loro casa, però nessuno obbedì - provai ancora a chiamare la Centrale di Schierano ma non ebbi più risposta -
intanto l'acqua del canale d'arrivo straripava sempre più forte tanto che incominciava ad invadere il cortile della Centrale - alcuni minuti prima delle 12 io chiamai l'ufficio affinché mi fossero mandati uomini in aiuto per prevedera
(N.d.R.: provvedere) al sollevamento del alternatore, rispose un impiegato che il Sig. Lombardi non cera ma che si sarebbe occupato appena era possibile di soddisfare la mia richiesta
alle 12 l'acqua ha incominciato ad invadere il cortile e a penetrare nel cortile in quantità fu allora che io e Garbarino a colpi di mazza si potè aprire una breccia nel muretto di cinta per scaricare l'acqua del cortile, mentre con disperazione gridavo ed inveivo contro le famiglie dei dintorni già avvisati di abbandonare le loro case -
Verso le 12.30 giusero gli operai richiesti al Signor Lombardi, si siamo messi per sollevare l'alternatore come era mia intenzione che però non abbiamo potuto portare a compimento, perchè mentre detti operai si trovavano persso il deposito pali per preparare i travi neccesari verso le ore 13 ricevetti una telefonata da Molare alla quale davano ordine prima un operaio e poi dal Sotto Capo di avvisare le autorità locali e pure il Genio Civile di Alessandria che il pericolo era imminente, allora chiamai la direzione ma causa l'ora nessuno rispose, mi precipitai fuori per raggiungere gli operai presso i pali però prima di giungere presso gli operai trovai un certo Grillo Attilio che occasionalmente si trovava a pochi passi dalla Centrale, allora io gli diedi ordine di andare ad avisare le autorità e tutto quello che da Molare mi avevano ordinato di fare - rientrai in Centrale insistendo presso la direzzione affinché rispose il Sign. Lombardi alla quale diedi gli stessi ordini impartitimi da Molare - Nel frattempo giunse un Carabinieri che era stato avisato a mezzo del Grillo Attiglio alla quale acenammo quali erano le case che non volevano fuggire, però il carabiniere non potè più recarvisi perchè l'acqua aumentava forte - ritornai presso il telefono provai a chiamare Molare nessuno rispondeva
rientrato in sala macchine per chiedere aiuto ai miei compagni affinché mi aiutassero a esportare alcune machine che minacciavano di essere travolte dal'invasione del l'acqua li vidi che fuggivano chiamando pure me di fuggire - senza esitare mi gettai in acqua, raggiunsi mia moglie ed i miei compagni fuggendo verso la ferrovia
dopo alcuni secondi la furia raggiungeva il massimo del suo furrore - ciò è avvenuto alle 14.5 o 14.7 essendo l'orologio fermo sulle 14 che però era in ritardo di 6 o 7 minuti
Mi firmo
Grillo Matteo
17-Agosto 1935 - XIII
(N.d.R.: anno tredicesimo dell'Era Fascista)

Questo documento, allora fornitoci dalla famiglia di Matteo Grillo con cui eravamo in amicizia, lo avevamo avuto tra le mani nel 1985 quando avevamo scritto il nostro articolo in occasione del cinquantenario dell'avvenimento e la sua lettura ci aveva provocato, come è successo ancora oggi, una forte emozione. Attualmente il documento è conservato dall'Accademia Urbense di Ovada, che ringraziamo di cuore per avercene consentita la pubblicazione.

Matteo Grillo, nel suo ruolo di Capo-Centrale, oltre che un valente tecnico, era una persona istruita e dal suo scritto emerge una proprietà di linguaggio scritto che raramente si poteva a quei tempi riscontrare in una società che si esprimeva oralmente abitualmente in dialetto.
Grafologicamente, il testo presenta inizialmente una scrittura molto ordinata ma già dalla sesta riga, quando si entra nel vivo della narrazione, diventa sempre più "agitata". Erano passati quattro giorni dall'avvenimento quando il Grillo scriveva questo testo e possiamo immaginare il suo stato d'animo. Oggi sarebbe stato preso in consegna da un paio di psicologi, ma allora il Matteo Grillo (come tutti i sopravvissuti alla tragedia) se la dovette sbrogliare da solo, a tu per tu con il ricordo e la memoria che, immaginiamo, lo accompagnarono per mesi, fors'anche anni, prima di affievolirsi e diventare esperienza di vita.
Dopo aver scritto queste righe, che gli servirono poi anche come testimonianza a difesa nel processo contro le O.E.G. in cui fu anch'egli imputato e, ovviamente, assolto, anche lui, come tutti gli Ovadesi, alla fine seppellì la tragedia vissuta nel profondo del suo cuore ed anche lui, che rimase a fare il guardiano della centrale, continuando ad abitarci, per quasi trent'anni seguenti, non ne parlò mai.
Nei primi anni sessanta del secolo scorso, quando chi scrive aveva 6 o 7 anni, nelle sere d'estate talvolta ci recavamo, con papà e mamma, alla centrale dei Frati e lì, seduti al fresco con Grillo e sua moglie, si chiaccherava dei più svariati argomenti ma, rigorosamente, MAI di quello che era successo il 13 Agosto 1935.
Nel 1985 è toccato proprio a noi, per primi, con il nostro articolo, togliere il velo sulla triste vicenda.
Abbiamo fatto bene? Abbiamo fatto male?
Sta di fatto che la famiglia di Grillo allora ci mise a disposizione questo documento e forse, chissà, anche il Matteo ne è stato contento.