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... ma com'era il Castello di Ovada?

di Federico Borsari - 13 Ottobre 2025

Come tutti sappiamo, non esistono immagini attendibili di come fosse il Castello di Ovada prima del 1838, anno in cui venne realizzata a Torino, con il titolo "Prospetti di Ovada e suoi contorni", una serie limitata di quattro litografie tratte da altrettanti disegni "dal vero", effettuati negli anni precedenti da G. Orsolini. Per la cronaca, oggi tali serie di stampe sono abbastanza rare ed il loro valore è valutato, per ognuna di esse, in circa cinquecento Euro.
Purtroppo, negli anni in cui Orsolini disegnò quei "prospetti", il Castello di Ovada era già un rudere semidemolito, di cui non restavano in piedi che la torre di scolta, i mozziconi dei torrioni e pochi resti di tratti di mura.
Esiste anche un plastico, custodito dall'Accademia Urbense di Ovada, del Castello, ma anch'esso "fotografa" la situazione di un rudere in procinto di essere demolito (cosa che avvenne nel 1855).

Qualche mese fa, durante una gradevole chiacchierata con l'amico Fabrizio Baiardi, appassionato ricercatore di "ruderi", è venuta fuori la classica domanda: "... ma com'era il Castello di Ovada?".
A quel punto, per rispondere al quesito, non è rimasto altro da fare che provare ad utilizzare la tanto magnificata Intelligenza Artificiale per "ricostruirlo virtualmente". E così Fabrizio, che la sa utilizzare bene, si è assunto il compito di "dare in pasto" all' AI una parte di una di quelle quattro famose stampe, precisamente questa:

Castello Stampa

Uno dei problemi dell' AI (che abbiamo già sottolineato in un precedente articolo) è che essa tende sempre a prendersi un'autonomia di interpretazione non richiesta, cosa che crea diversi problemi soprattutto negli àmbiti in cui viene utilizzata per "cose serie". Clamorosi, a questo proposito in campo giudiziario, sono i sempre più numerosi casi di arringhe difensive (e talora anche sentenze di giudici) basate su leggi e provvedimenti legislativi inesistenti e/o completamente inventati dall'Intelligenza Artificiale.
Anche per la ricostruzione virtuale del nostro Castello, l' AI si è presa le sue "libertà interpretative" ed i tentativi di "addomesticarla" sono stati molti e di difficile realizzazione. Quando le si diceva di "alzare" le mura, essa lo faceva ma, ad esempio, apriva anche un paio di finestre dove non ci dovevano essere oppure chiudeva una porta o, ancora, "ingrassava" un torrione. Alla fine di questo "lavoro", dopo mesi di aggiustamenti e modifiche, si è riusciti ad ottenere un risultato abbastanza soddisfacente anche se anch'esso caratterizzato da diverse imperfezioni ed inesattezze.
A quel punto, per "finire il lavoro", chi scrive è dovuto intervenire "a mano", con la vecchia, sana ed insostituibile Intelligenza Naturale e con un buon programma di grafica. Il risultato lo vedete nel video qui sotto:


Come potete vedere, si tratta di una realizzazione dimostrativa, che si basa su di un disegno del 1838 che, pur se molto accurato, non riveste certo le caratteristiche di precisione, completezza e "tecnicità" necessarie per una vera e propria "ricostruzione" dettagliata.
La faccenda, ovviamente, non finisce qui. Per adesso accontentiamoci dell'aperitivo. Il pranzo, cucinato secondo tutte le regole della buona cucina ovadese, arriverà tra qualche mese. Stay Tuned!