Eccoci qua. Buonasera a tutti. Ringrazio gli organizzatori per avermi invitato a dire qualche parola sulla storia della Parrocchia di N.S. Assunta.
Premettendo che per "fare" la storia della parrocchia non sarebbero sufficienti due serate, stasera farò una breve cronologia sulla costruzione della nostra chiesa parrocchiale; a questo proposito mi sono fatto alcuni appunti, poiché le date sono tante ed io sono vecchio ed anche un po' rimbambito.
Tutto comincia nei primi decenni del Settecento. A quel tempo la vecchia parrocchiale di San Sebastiano era molto deteriorata; c'erano stati dei terremoti che l'avevano lesionata; il tetto era rovinato (ci pioveva dentro) ed era malsana. Inoltre, la popolazione ovadese era aumentata, Ovada contava circa cinquemila abitanti e la chiesa era diventata troppo piccola per contenere i fedeli. A quel punto, nel 1741, la comunità ovadese presentò una richiesta al Senato Genovese (Ovada era allora sotto la Repubblica di Genova) per costruire una nuova parrocchia.
Il Senato Genovese, per rispondere alla richiesta, impiegò (faccio il segno del numero tre con le dita)... No, non tre... trent'anni. Oggi vi lamentate che la Pubblica Amministrazione è lenta... allora era molto peggio.
Nel 1771, quindi, il Senato genovese risponde ed approva la costruzione di una nuova chiesa parrocchiale ed il Doge di allora, G.B. Cambiaso, forse per farsi perdonare del ritardo, elargisce anche una grossa somma per poter iniziare i lavori.
Ovviamente in Ovada si erano già predisposti alcuni progetti, tra i quali venne preferito quello dell'architetto Gio Antonio Del Frate, che era di Como (e quindi di uno Stato "estero") e che progettò la chiesa sul modello della Chiesa delle Vigne di Genova. Nell'Ottobre dello stesso anno 1771 vennero iniziati i lavori di scavo delle fondamenta, che proseguirono fino all'anno seguente, 1772, quando, il 2 di Settembre, venne posata la prima pietra.
In quell'anno, però, a causa di forti piogge e delle piene del torrente Orba (a quell'epoca non esistevano la via Oddone e Lung'Orba Mazzini ed il fiume scorreva appena lì sotto) ci furono due grandi frane che fecero crollare nel fiume le fondamenta della chiesa. I lavori furono quindi interrotti per poter realizzare argini e muri di contenimento.
I lavori ripresero nel 1774 e dal 1774 al 1776 si arrivò alla copertura del nuovo edificio e poi, come spesso succede in questi casi, finirono i soldi e si dovette un'altra volta sospendere i lavori, che ripresero nel 1778 anche grazie ai fondi personali che il Parroco Gio Guido Perrando, alla sua morte, lasciò per la nuova chiesa. Nel frattempo era stato nominato, dapprima come coadiutore e poi come titolare, il nuovo Parroco, Francesco Antonio Compalati, che vide la fine dei lavori ed a cui è intitolata la piazzetta dietro alla chiesa.
Nel 1791, poi, la vecchia parrocchiale di San Sebastiano fu, come si dice, "secolarizzata", cioè sconsacrata e messa in vendita. Una parte fu acquistata dal Comune di Ovada, che la fece diventare la "Loggia di San Sebastiano", la navata destra fu invece acquistata dalla Confraternita di San Giovanni Battista, che vi realizzò lo scalone di ingresso all'oratorio. Le funzioni parrocchiali vennero trasferite presso la chiesa di San Domenico (Scolopi) ed in questa chiesa fu anche trasferito l'altare maggiore della vecchia parrocchia; quando entrate nella chiesa degli Scolopi, il primo altare a destra che trovate è, appunto, il vecchio altare maggiore della vecchia parrocchia di San Sebastiano.
Nel 1797 la nuova parrocchia venne aperta al culto e "dedicata" all'Assunta e a San Gaudenzio. Sulle motivazioni della dedica a San Gaudenzio ne parleremo, forse, un'altra volta.
Nel 1801, il 26 Luglio, la Parrocchia viene ufficialmente consacrata; trovate la lapide commemorativa entrando dalla porta di sinistra, subito dopo l'ingresso murata a sinistra. In quell'occasione viene anche dedicato il primo altare maggiore della chiesa.
Tra il 1807 ed il 1808 viene realizzato il primo campanile (quello di destra) e vengono installate le prime campane.
Nel 1815 viene realizzato il primo Sagrato davanti alla chiesa.
Nel 1827 viene installato il primo organo, realizzato dai Fratelli serassi di Bergamo (anche costoro provenienti da uno Stato "estero").
Nel 1842 viene costruito un nuovo altare maggiore, progettato l'anno prima dall'architetto Alessandro Antonelli precedente quando era venuto in Ovada per progettare il vecchio Ospedale di Sant'Antonio.
Tra il 1852 ed il 1853 viene costruito il secondo campanile, quello di sinistra, con l'orologio. Una curiosità: l'orologio venne acquistato dal Comune di Ovada, che ne ha mantenuto per oltre un secolo la manutenzione straordinaria (quando l'orologio si rompeva, i costi delle riparazioni erano a carico del Comune).
Nel 1860 viene realizzato il pavimento in mattonelle bicolori.
Nel 1866 vengono eseguiti alcuni lavori di consolidamento della cupola, che aveva dato segni di instabilità.
Tra il 1866 ed il 1867 vengono realizzati gli affreschi, opera dei fratelli Ivaldi di Ponzone, uno dei quali era sopranominato "Il muto".
Nel 1882 viene progettata una nuova facciata. Iniziano i lavori, che non saranno mai terminati. Ancora oggi, infatti, la facciata della parrocchia è incompiuta.
Tra il 1896 ed il 1897 vengono installati due organi nuovi, quello grande in tribuna da Carlo Vegezzi Bossi e quello piccolo in coro, di tipo inglese.
L'anno dopo, nel 1898, viene installato l'impianto di riscaldamento a circolazione naturale d'aria calda. Le grandi grate che vedete sul pavimento della parrocchia servono a riscaldare la chiesa.
Nel 1899 viene installato il primo impianto elettrico di illuminazione da parte della ditta Garrone, che gestiva allora la centrale elettrica "dei Frati".
Nel 1901 vengono fatti ulteriori, e definitivi, lavori di consolidamento statico della cupola, con il determinante contributo economico di una Nobildonna ovadese, Teresa Frixione Restano Cassolini, citata in una lapide su un pilastro del transetto.
Nel 1907 vengono realizzate le vetrate della chiesa, che saranno poi gravemente danneggiate nel 1944, quando gli Alleati bombardarono il "ponte della Veneta" e lo spostamento d'aria le danneggiò quasi tutte.
Nel 1934, infine, c'è la data incisa a terra, fu realizzato il nuovo sagrato della chiesa parrocchiale.
Il resto è storia recente. Negli ultimi trent'anni sono stati fatti molti interventi; si è già rifatto una volta il tetto, sono stati restaurati gli affreschi, sono state "restaurate" le vetrate, è stata riorganizzata la Biblioteca e tanto altro.
Ovviamente, ed il Parroco ve lo confermerà, rimangono molte altre cose da fare; c'è da rifare l'impianto di riscaldamento, c'è da sistemare il pavimento e ci sono da restaurare gli organi. Io non vedrò tutti questi lavori realizzati, voi probabilmente sì.
Ultima cosa: la lotteria di oggi non è la prima; tra il 1850 ed il 1870, ad esempio, ne sono state fatte quattro e, visti i lavori da fare, non sarà certamente l'ultima.
Ho finito. Grazie.