Luna, Terra e d'intorni
di Federico Borsari - 24 Gennaio 2026
Questo è il "boarding pass" (carta d'imbarco) virtuale che abbiamo prenotato per il volo che partirà il 6 Febbraio prossimo alle ore 02:09 UTC (Universal Time Coordinated), che corrispondono alle 02:08:59:09 GMT (Greenwich Mean Time), dal Kennedy Space Center di Orlando, in Florida (U.S.A.), e che porterà quattro astronauti (tre statunitensi ed un canadese) in orbita attorno alla Luna secondo questa rotta:
La missione si chiama "Artemis II" ed il suo nome deriva da Artemide, la Dea che nell'antica mitologia greca rappresentava una delle fasi della Luna, precisamente la "Luna crescente" (Selene rappresentava invece la Luna piena ed Ecate la Luna calante).
Ovviamente, non saremo fisicamente presenti nella navicella spaziale, ma il nostro nominativo, assieme a quello di altri oltre tre milioni di persone, sarà contenuto in un file che verrà inserito in una scheda SD (uguale a quelle che inseriamo nei nostri smartphones) che verrà portata in orbita assieme agli astronauti. Se ne volete sapere di più potete vedere questo link.
Siamo abbastanza vecchi per...
...poter dire che c'eravamo. Eravamo davanti ad un vecchio televisore CRT (a tubo catodico) in b/n (bianco e nero) nel tinello di casa quando, la sera del 20 Luglio 1969 (avevamo tredici anni), alle ore 20:17:40 UTC (22:17 italiane), il LEM (Lunar Excursion Module), toccò Luna. E ci rimanemmo fino a che, trentanove minuti dopo, Neil Armstrong poggiò il primo piede umano sul nostro satellite naturale.
L'avvenimento fu seguito "live" (in diretta) dalle televisioni di tutto il Mondo ed anche la nostra RAI (Radio Audizioni Italiane) dedicò all'evento oltre tre ore di trasmissione "a reti unificate" (allora esistevano solo il Primo ed il Secondo Canale) in una lunghissima "diretta" in cui Tito Stagno, dallo studio italiano, e Ruggero Orlando (storico corrispondente RAI da New York, denominato amichevolmente "Ruggito Urlando") dagli USA commentavano gli eventi, spesso battibeccando e smentendosi tra di loro. Per i "giovani" che non lo hanno vissuto (o per i "vecchi" che se lo sono dimenticato), ecco di seguito un riassuntino di quel momento:
Inevitabilmente, l'evento epocale fu poi oggetto di interpretazioni ironiche da parte dei comici di allora. Qui di seguito il famoso "sketch" dello sbarco sulla Luna del duo Mario e Pippo Santonastaso:
Lo "sbarco" sulla Luna (o "allunaggio") del 1969 faceva parte di un ampio programma spaziale che la NASA (National Aeronautics and Space Administration) statunitense aveva denominato "Apollo" (gli Yankees hanno sempre amato, per le loro avventure spaziali, la mitologia greca) e quella missione era l'undicesima del programma; delle precedenti dieci, le prime sei erano state effettuate senza equipaggio, l'ottava e la nona avevano "orbitato" intorno alla Luna (esattamente come la prossima Artemis II) e la decima era stata una "prova generale" di preparazione all'allunaggio.
In seguito, il programma Apollo effettuò altre sei missioni, compresa quella (Apollo 13 del 1970) del famoso
"Houston, we've got a problem" ("Houston, abbiamo un problema!") in cui l'equipaggio, a causa di un guasto, rischiò seriamente di perire in volo (tre astronauti erano già morti nel 1967 in occasione della preparazione della prima missione). L'ultimo "viaggio" (Apollo 17) avvenne nel 1972 e, in tre anni, gli astronauti tornarono sulla Luna altre CINQUE volte, per un totale di DODICI persone che hanno calcato la superficie lunare e con buona pace degli idioti complottisti negazionisti.
Il "papà" dei missili
Gli appassionati di sci-fi (SCIence FIction, fantascienza) sanno perfettamente che uno dei protagonisti dei famosi films della serie "Ritorno al Futuro", "Doc" Emmet Brown (magistralmente interpretato da Christopher Lloyd) deve il suo cognome a Von Braun (lo dice espressamente durante un dialogo con Marty McFly). E' un omaggio a Wernher von Braun, che è unanimemente considerato il padre della missilistica; i suoi studi hanno permesso la realizzazione dei grandi "vettori" (missili) che hanno portato nello Spazio i primi satelliti e sulla Luna i primi uomini.
Wernher von Braun (nome completo: Wernher Magnus Maximilian von Braun) nasce a Wirsitz in Prussia (ora Polonia) il 23 Marzo 1912 da una nobile famiglia (si dice che fosse parente di Eva Braun, la compagna di Hitler, ma non vi sono prove di questa supposta parentela, anche perchè Eva era nata a Monaco di Baviera e non presentava il prefisso nobiliare "von").
Trasferitosi a Berlino nel 1920, già da ragazzino, Wernher dimostra una spiccata attitudine alla "missilistica" ed effettua i suoi primi "esperimenti" attaccando fuochi d'artificio a rudimentali carretti, facendoli "correre" lungo le strade della città ed attirando l'attenzione della Polizia. Messo, per punizione, in un collegio su di un'isola del Mare del Nord (più lontano stai, meglio è), inizia ad ipotizzare l'utilizzo dei razzi per "mandare qualcosa nello Spazio". Nel 1930 torna a Berlino, si iscrive all'Università ed entra a far parte della "Verein für Raumschiffahrt" (Società per i voli spaziali); in questo periodo inizia gli studi per la realizzazione dei razzi a combustibile liquido.
Nel frattempo, in Germania è salito al potere il "Nationalsozialistische Deutsche Arbeiterpartei" (Partito Nazionalsocialista Tedesco dei Lavoratori, meglio noto come "Partito Nazista") ed il giovane von Braun viene subito "attenzionato" dalle Alte Sfere militari, che proprio in quegli anni cominciavano ad ipotizzare un impiego bellico di razzi e missili. Gratificato di una borsa di studio "militare", che svolge presso un reparto di artiglieria pesante, Wernher consegue la Laurea in Fisica e viene "assunto" come "esperto civile" nella Luftwaffe (Aeronautica), nel cui ambito svolge studi ed esperienze nell'ambito dei primi prototipi degli aerei (da guerra) a reazione. Parallelamente, contribuisce alla realizzazione di un tipo di missile balistico, denominato A-4 (quarto modello della serie Aggregat), che poteva "portare" un carico esplosivo a centinaia di chiometri di distanza.
Nel 1937 fu praticamente obbligato ad iscriversi al Partito Nazionasocialista (non lo aveva mai voluto fare prima) e venne assegnato alla base "segretissima" di Peenemünde, sul Mar Baltico, in cui si sviluppavano altrettanto "segretissimi" progetti bellici basati sulla produzione di razzi e missili. All'inizio della Seconda Guerra Mondiale, mentre la Germania occupava sempre più ampi territori europei, von Braun venne forzatamente "arruolato" con il grado di Sottotenente delle SS (Schutzstaffel); grazie ai "meriti" acquisiti con il suo lavoro, venne promosso fino al grado di Sturmbannführer. Durante quegli anni, von Braun perfezionò il precedente razzo A-4, che venne ribattezzato da Goebbels come "Vergeltungswaffe 2" (Arma di Vendetta n. 2), più comunemente detta "V-2", che fu utilizzata per i bombardamenti di Londra.

Durante la sua permanenza sul mar Baltico, von Braun, nonostante fosse un militare a tutti gli effetti, ben raramente vestì l'uniforme; preferiva infatti "lavorare" in giacca e cravatta (foto a fianco) e questo fu anche uno dei motivi che agevolarono la sua "fuga", che avvenne nella Primavera del 1945, quando i Sovietici erano arrivati a pochi chilometri da Peenemünde. Wernher, in borghese e munito di documenti falsi, si imbarcò su di un treno assieme ad altri suoi colleghi e, dopo un fortunoso (e fortunato) viaggio, riuscì a consegnarsi agli Americani, a cui diede le informazioni necessarie per raggiungere la base ed impossessarsi di documenti e materiale, tra cui alcune V-2 complete e pronte per l'uso. Gli Statunitensi andarono, prelevarono tutto ciò che gli interessava (qualche tonnellata di materiale) ed imbarcarono tutti (compreso von Braun) e tutto per gli Stati Uniti d'America.
von Braun, l'Americano
Quando von Braun arriva negli States, gli Americani ne conoscono già vita e miracoli (lo spionaggio statunitense aveva lavorato bene) ed "affidano" lui ed i suoi collaboratori alle cure dei militari i quali, pur mantenendoli sotto un regime di strettissima sorveglianza (essi sono, a tutti gli effetti, "nemici" e progionieri di guerra), affidano loro un compito assai delicato: catalogare, ordinare e "spiegare" tutta la documentazione ed il materiale "prelevato" a Peenemünde. Per fare questo, essi vengono "dislocati" in diverse basi militari e Wernher viene "assegnato" a Fort Bliss, in Texas, dove inizia ad illustrare agli Americani tutte le caratteristiche dei "suoi" razzi e dove alcune V-2 vengono lanciate per dimostrazione. Von Braun diviene così l' "istruttore" dell'arte missilistica e, sotto la sua guida, vengono sperimentati nuovi razzi e vengono poste le basi per la realizzazione di quei grandi "missili" (o "vettori") che negli anni seguenti daranno il via all'esplorazione dello Spazio, quella cosa che il giovane Wernher aveva immaginato tanti anni prima.
Nel 1950, von Braun viene trasferito in Alabama e fino al 1956 è direttore dell'Army Balistic Missile Agency; nel 1954 Wernher dichiara che è in grado di lanciare un missile che possa portare nell'orbita terrestre un satellite, ma la proposta viene considerata troppo "futuristica" fino al 1957, quando i Sovietici "mandano in orbita" il primo satellite artificiale, il famoso Sputnik 1 ("Compagno di viaggio"). Gli Statunitensi, che non se lo aspettavano, ci rimangono molto male, ed è allora che "recuperano" di corsa il progetto di von Braun e, nel giro di un anno, nel 1958, grazie al vettore da lui ideato, mettono in orbita l' Explorer 1, iniziando così la "corsa" allo Spazio, che è la trasposizione spaziale della Guerra Fredda che si stava svolgendo sulla Terra e che culminerà, appunto, con lo sbarco statunitense sulla Luna del 1969.
Von Braun aveva già ipotizzato nel 1950 di poter "portare" gli uomini sulla Luna; due anni dopo, nel 1952, elaborò anche il progetto per la realizzazione di una stazione spaziale orbitante da cui poter "partire" per esplorare il Cosmo ed altri pianeti, immaginando di realizzare delle "stazioni" planetarie tra cui una su Marte, il cui dettagliatissimo progetto fu da lui redatto nel 1953 (
"Project Mars: A Technical Tale", pubblicato postumo nel 2006).

Nel 1958 fu fondata la NASA e nel 1960 von Braun fu nominato Direttore del Marshall Space Flight Center, incarico che mantenne per dieci anni durante i quali progettò il Saturn 5, il razzo vettore allora più potente del Mondo, lo stesso che rese possibile lo sbarco sulla Luna. Nel 1969 illustrò al Governo Americano un suo progetto per portare i primi astronauti su Marte, ipotizzando la data del 1982; non se ne fece nulla.
Nel 1970, von Braun si trasferì a Washington, dove venne nominato "NASA's Deputy Associate Administrator for Planning", incarico che tenne per due anni fino al 1972, quando la "corsa allo Spazio" cominciò a perdere la sua importanza strategica ed il Governo Statunitense iniziò a ridurre i fondi e a "dirottarli" verso le "navette spaziali" ("Space Shuttle") riutilizzabili, che furono utilizzate a partire dal 1982 e che anch'esse, dopo due tragici viaggi nel 1986 e nel 2003, furono accantonate ed i finanziamenti andarono a riguardare la realizzazione della ISS (Stazione Spaziale Internazionale), la cui costruzione è stata iniziata nel 1998 e terminata nel 2021, che è continuativamente "abitata" dal 2000 (con la presenza di diversi astronauti italiani) e la cui "vita" orbitale ne prevede il termine dell'operatività nel 2030.
Gli scopi per cui von Braun aveva lavorato erano esauriti e così, nel 1972, egli diede le dimissioni dalla NASA, dedicandosi però sempre ad attività inerenti l'esplorazione spaziale e/o la costruzione di veicoli spaziali. Fu direttore di diverse società statunitensi ed europee e fu tra i fondatori dell' "Institute for Cooperation in Space" (Istituto per la cooperazione nello spazio), nel cui ambito si adoperò afffinché le Nazioni del Mondo adottassero il divieto (tuttora esistente e finora rispettato da tutti) della costruzioni di armi spaziali.
Wernher von Braun, universalmente riconosciuto come il padre della missilistica, muore ad Alexandria, in Virginia, per tumore al Pancreas, il 16 giugno 1977. E' sepolto nel cimitero della stessa città.
Discarica spaziale di satelliti artificiali
In attesa di imbarcarci per il nostro viaggio spaziale virtuale, diamo un'occhiata a che cosa, oggi, naviga sopra le nostre teste oltre, ovviamente, alla Stazione Spaziale Internazionale che "passa" sopra di noi quindici volte al giorno e che talora, in condizioni favorevoli (ore serali, cielo sereno, ecc.), riusciamo anche a vedere a occhio nudo.
Abbiamo detto che il primo satellite artificiale (lo Sputnik 1) è stato lanciato nel 1957. Da allora ad oggi i lanci si sono susseguiti ed intensificati e le varie tipologie di satelliti hanno via via sempre più popolato i nostri cieli.
Fondamentalmente, i satelliti artificiali servono per scopi di telecomunicazione, ma ci sono anche i satelliti meteorologici, quelli per le ricerche scientifiche e quelli per la geolocalizzazione (il famoso GPS (Global Positioning System) che tutti utilizziamo nei nostri smartphones).
Le orbite dei satelliti possono essere di due tipi: possono "girare" alla stessa velocità della Terra (e quindi si trovano sempre nello stesso punto rispetto al nostro pianeta); in questo caso si chiamano "geostazionari" ("stanno fermi" rispetto alla Terra). Un tipico esempio di satelliti geostazionari sono quelli per le comunicazioni televisive; quando noi installiamo una "parabola" sul tetto o sul terrazzo di casa, essa viene "orientata" verso un punto fisso del cielo, il punto ove è situato il satellite geostazionario che trasmette i segnali.
Gli altri satelliti, invece, "girano" a velocità diversa dalla Terra e, quindi, ci passano sopra la testa ad intervalli regolari più o meno veloci e per poterne ricevere i segnali bisogna quindi attendere il periodo adatto (detto "finestra temporale") per potersi collegare ad essi.
I satelliti possono avere tre "posizionamenti", a seconda dell'altitudine a cui vengono posti in orbita; questi posizionamenti si definiscono, rispettivamente, LEO, MEO e GEO.
Nel caso del LEO (Low Earth Orbit - Orbita Terrestre Bassa), essi vengono "piazzati" ad un'altitudine compresa tra 160 e 1400 km. dal suolo ed è in questa fascia che si trova la maggior parte dei satelliti che devono "osservare" il nostro pianeta "da vicino" per motivi meteorologici o di localizzazione (un tipico esempio ne sono le "viste satellitari" che ci vengono proposte da Google Heart, in cui si riescono a visualizzare particolari anche minimi con enorme definizione). E' in questa "fascia" che si trova la maggior parte dei satelliti orbitanti intorno al pianeta. A questa categoria appartengono anche i satelliti per telecomunicazioni di SpaceX, cioè la rete di satelliti per telecomunicazioni lanciati dall'azienda spaziale di Elon Musk che, attualmente, costituiscono la stragrande maggioranza dei satelliti orbitanti intorno al nostro pianeta.
I satelliti MEO (Medium Earth Orbit - Orbita Terrestre di mezzo) vengono invece sistemati ad un'altezza compresa tra gli 8000 ed 20000 km. dal suolo e comprendono perlopiù i sistemi di navigazione satellitare come il GPS e similari poiché la maggiore altezza consente loro di "coprire" aree più vaste del pianeta.
I satelliti GEO sono, infine, quelli "geostazionari" che abbiamo già citato. Essi vengono ubicati ad un'altitudine di circa 36000 chilometri e, come detto, stanno apparentemente fermi rispetto alla Terra poiché "girano" alla stessa velocità. A questa categoria appartengono solitamente i satelliti per le telecomunicazioni a grande distanza.
La ISS (Stazione Spaziale Internazionale), che può essere paragonata ad un grande satellite LEO (orbita bassa), "galleggia" tra i 401 ed i 423 km. di altezza, impiega 92,7 minuti per "fare un giro del Mondo" ed, essendo sensibile alla forza di gravità terrestre, "scende" di circa due chilometri al mese. Per ovviare a questo inconveniente, l'altitudine viene periodicamente "corretta" mediante l'impiego di appositi "razzi" che la spingono verso l'alto.
L'abbassamento dell'orbita (che si chiama "Decadimento Orbitale") è un fenomeno che riguarda principalmente i satelliti LEO i quali, solitamente, sono tutti dotati di apparecchiature (piccoli razzi o getti di aria compressa) che ne correggono periodicamente la posizione. Ma cosa succede quando i satelliti artificiali smettono di funzionare (perchè si guastano oppure vengono "mandati in pensione")?
La risposta è semplice: "Chissenefrega!". Vengono abbandonati al loro destino, che può essere di tre tipi.
Quelli che "viaggiano" ad altezze tali da poter, in qualche modo, sfuggire all'attrazione terrestre (pochissimi), prima o poi -letteralmente- "partono per la tangente" ed intraprendono un viaggio verso l'infinito, sempre alla stessa velocità e sempre nella stessa direzione, fino a che non incontrano qualcosa (solitamente qualche meteorite) contro cui si sfracellano (oppure non incontrano niente e proseguono il viaggio all'infinito).
Quelli che "galleggiano" ad altezze in cui forza di gravità e forza centrifuga si equivalgono, semplicemente continuano a "girare" intorno alla Terra come dei deficienti fino a che incontrano qualcosa (solitamente altri satelliti artificiali) contro cui si schiantano.
I satelliti più bassi, invece, che risentono della forza di gravità terrestre, una volta che vengono disattivati (o che si guastano), non possono più essere "regolati" in altitudine ed iniziano una lenta discesa verso la Terra, discesa la cui velocità dipende dalle loro dimensioni, dal loro peso e dal tipo di orbita che percorrono. Ovviamente, si parla di mesi (o di anni) prima che essi vengano a contatto con gli strati più densi (e più bassi) dell'atmosfera, dove a causa della velocità e dell'attrito quasi sempre si "scaldano" fino ad autodistruggersi. In caso di satelliti molto grandi, nonostante la parziale distruzione, potrebbe succedere che qualche "pezzo" incandescente arrivi fino a terra. In questo caso si fa affidamento sulla statistica. Considerato che il 71 percento del pianeta è formato da mari ed oceani e che due terzi della popolazione mondiale occupano (più o meno densamente) meno del 15 percento del pianeta, le possibilità che "cadute" del genere possano creare un disastro sono abbastanza basse.
Ma quanti satelliti ci "girano" oggi (24 Gennaio 2026) sopra la testa?
Secondo calcoli ufficiali (NON vengono contati i satelliti militari, di cui si ignorano numero e caratteristiche), a partire dallo Sputnik 1 del 1957 ad oggi sono stati lanciati ventiquattromilatrecentosessantasei satelliti artificiali, dei quali oltre ottomila non sono più attivi e quasi novemila sono stati lanciati (a partire dal 2019) da Starlik di Elon Musk il quale, a fronte di un investimento totale di oltre dieci miliardi di Dollari, ne intende lanciare almeno altri tremila nei prossimi anni. Qui sotto vedete il posizionamento dei satelliti Starlink (solo loro) intorno alla Terra (ogni puntino è un satellite):
A fronte di questi numeri, è più che evidente che lo Spazio intorno al pianeta Terra si sta sovrapopolando di "aggeggi" che per buona parte già sono diventati "spazzatura" e che per altra parte, presto o tardi, la diventeranno. E nello Spazio non c'è Econet, non ci sono "spazzini" e, neppure, la raccolta porta-a-porta. Quindi, che fare?
Il problema è noto agli addetti ai lavori e, ovviamente, desta preoccupazione. Cliccate sul link qui sotto e potrete vedere un video dell'ESA (Agenzia Spaziale Europea) assai interessante in proposito:
Video ESA