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Quando Internet arrivò in Ovada

di Federico Borsari - 4 Febbraio 2026

VideoOnLine 1996

Abbiamo trattato su queste pagine la storia dei telefoni in Ovada. Oggi trattiamo, invece, dell'arrivo di Internet nella nostra città ed il "gancio" con l'articolo sui telefoni è dato dal fatto che, allora, Internet viaggiava solo ed esclusivamente sulle linee dei nostri telefoni fissi di casa.
Nell'immagine qui sopra potete vedere il contratto che stipulammo, ormai sono quasi trent'anni, con il PRIMO Internet Provider italiano, la storica ditta cagliaritana "Video on Line" dell'altrettanto famoso Nicola "Nicky" Grauso.
A quei tempi in Ovada c'erano DUE realtà che proponevano, sia per le aziende che per i privati, il collegamento con Video On Line: il Centro di Formazione Professionale di via Gramsci ed il negozio di informatica "Punto EXE", che aveva sede in via Torino, nei locali dove oggi è ubicato il negozio di "Amplifon". Il nostro contratto lo stipulammo presso il Centro Formazione Professionale ed il nostro collegamento Internet, in seguito trasferito ed opportunamente "aggiornato" alle moderne tecnologie, è tuttora attivo.

Tutti ormai sanno bene che i collegamenti Internet utilizzano la cosidetta tecnologia "digitale" e che oggi le linee telefoniche (sia fisse che mobili) sono pensate e realizzate specificatamente per tale tipo di tecnologia e su di esse "corrono" i dati. All'epoca, però, le linee telefoniche erano realizzate per una tecnologia di tipo "analogico" (sui fili correva un segnale "audio"). Come si potevano, quindi, conciliare (a quei tempi) due tecnologie così differenti per fare in modo che sui cavi telefonici "corressero", oltre che la voce, anche i dati di Internet?

Guerra Fredda, ARPA e ARPANet

Nel nostro precedente articolo abbiamo trattato della "corsa allo Spazio", che faceva parte della "Guerra Fredda" tra Stati Uniti d'America ed Unione Sovietica e che vide il suo inizio con il lancio, nel 1957, da parte dei Sovietici, del primo satellite artificiale (lo "Sputnik 1"); abbiamo anche sottolineato come gli "Yankees" ci fossero rimasti molto male nel vedersi "superati" dai Russi.
In effetti, a quei tempi c'erano negli States diverse realtà (Università e Centri Militari) che studiavano i vari metodi possibili per "mettere qualcosa" in orbita attorno alla Terra ma i collegamenti tra queste realtà erano lenti e problematici (si parlavano al telefono e si mandavano via posta il materiale). Dopo il lancio dello Sputnik sovietico, gli Americani decisero che bisognava "velocizzare" i collegamenti tra questi enti e fu così che, nel 1958, venne istituita un'apposita Agenzia Nazionale che aveva proprio quello scopo: mettere in comunicazione ed agevolare lo scambio di informazioni; questa Agenzia si chiamava ARPA (Advanced Research Projects Agency) e, ovviamente, si trattava di una cosa militare e segreta che, in origine, si occupava esclusivamente dei progetti relativi alla conquista dello Spazio. Poco tempo dopo, queste incombenze furono trasferite alla neonata NASA e fu così che all'ARPA venne affidato il compito di coordinare, razionalizzare (e, ovviamente, "controllare") tutte le ricerche tecnologiche in campo militare.
Il problema, però, era sempre lo stesso: i collegamenti tra le varie realtà di ricerca e sviluppo erano problematici e lo scambio di informazioni e materiale era lento e complicato. Fu così che, nel 1966, la Divisione Informatica dell'ARPA ipotizzò di utilizzare le linee del telefono per "scambiare" dati tra le varie realtà, collegandone i vari elaboratori elettronici.
Lo studio della prima "rete" informatica del Mondo (che prese il nome di "ARPANet") fu assai lungo ma, quattro anni dopo, nell'Ottobre del 1969, fu effettuato il primo "collegamento" in tempo reale tramite linea telefonica tra i computers dell' UCLA (University of California, Los Angeles) e quelli dello SRI (Stanford Research Institute) di Menlo Park, sempre in California. Era nata, anche se ancora non si chiamava così, Internet.

Sistema Analogico e Sistema Digitale

Avvertenza: il testo che segue è solamente narrativo; la complessità della materia non ci consente di trattarla "come si deve", sotto il punto di vista tecnico, nell'ambito di un testo essenzialmente divulgativo come questo articolo.

Abbiamo detto che si erano messi in comunicazione due computers tramite il telefono ma, come è ovvio, i computers NON parlano o, perlomeno, non parlano utilizzando la voce. I dati che vengono elaborati dai computers utilizzano la cosidetta "elettronica digitale", che si differenzia sostanzialmente dall'elettronica "analogica" per il metodo con cui si utilizza e si tratta un segnale elettrico.
Quando noi ascoltiamo, ad esempio, un disco in vinile (sono tornati di moda da qualche tempo) oppure quando facciamo una telefonata da un vecchio apparecchio "fisso" di casa, noi utilizziamo dei segnali elettrici che vengono "modulati" dal suono (dalle vibrazioni della puntina nel caso del giradischi, dalla nostra voce nel caso del telefono). Di seguito un grafico di esempio:

Analogico

Come si vede, la corrente può variare secondo una scala, scandita dal tempo, che può assumere innumerevoli valori (teoricamente infiniti).
Nell'elettronica "digitale", invece, il segnale elettrico può avere SOLO DUE condizioni: PASSA o NON PASSA la corrente. Quando la corrente (che qui è di valore fisso, solitamente 5 Volts) passa si dice che il segnale è ON, quando non passa, invece, è OFF (proprio come in un interruttore della luce: o è acceso oppure è spento):

Digitale

Dal confronto delle due figure si comprende bene come l'analisi di un segnale digitale sia molto più "facile" (si fa per dire, ovviamente) rispetto a quella di un segnale analogico (non si devono "leggere" tutti gli innumerevoli valori della corrente, ma si deve solo "leggere" se la corrente c'è oppure no).

Rappresentazione numerica del sistema digitale

Come per tutti i sistemi, anche quello digitale deve essere rappresentato numericamente e, poichè i valori sono solo DUE (c'è corrente oppure non c'è) si usa il Sistema BINARIO che, appunto, utilizza solo due numeri: "0" (Zero) e "1" (Uno) che, opportunamente combinati tra di loro in modo "posizionale" (i numeri assumono valore diverso a seconda del posto che occupano) possono rappresentare tutte le lettere dell'alfabeto (Maiuscole e minuscole), i numeri (da 0 a 9), i segni di interpunzione ed altre diverse cose.
Un segnale digitale, quindi, sarà composto da una serie più o meno lunga di "1" e di "0" ed ognuno di questi numeri viene definito, tecnicamente, "bit". Poiché, infine, trattare UN bit per volta non risulta conveniente per i circuiti elettronici digitali, i Bit vengono "raggruppati" in gruppi di otto, che vengono definiti bytes e sono proprio questi bytes che corrispondono alle lettere, ai numeri ed a tutto il resto dei dati che vengono trattati da un computer (nella foto sotto trovate il byte che rappresenta la lettera "c" minuscola):

Bytes

Non staremo qui ad elencare tutti i bytes disponibili ed utilizzabili; ci basterà dire che la parola "Ovada" (con la O maiuscola) in codice binario si scrive così:
0100111101110110011000010110010001100001
pertanto, se voi digitate "Ovada" in una qualsiasi "app" di messaggistica, dal vostro smartphone viene inviata proprio quella serie di segnali (che, in realtà, è "accompagnata" da molti altri codici necessari per l'invio, per la ricezione, per l'identificazione del mittente e del destinatario, per il controllo della trasmissione e della ricezione, per la crittografia e molto altro).

Trasmissione digitale tramite telefono analogico

La trasmissione di dati digitali su di un sistema (linea telefonica) realizzato per trasmettere dati analogici (la voce) crea un problema di incompatibilità che si supera con un "trucco" abbastanza semplice: si trasformano i segnali digitali (gli "1" e gli "0") in segnali audio, facendo in modo che agli "uno" corrisponda un suono mentre agli "zero" corrisponda un silenzio. Per ottenere questo, si utilizzano apposite apparecchiature che si chiamano "MoDem" (Modulatore-Demodulatore) che provvedono a trasformare in suoni i bit in partenza e trasformare in bit i suoni in arrivo. Essendo, poi, la velocità di trasmissione/ricezione abbastanza elevata, quello che viene trasmesso e ricevuto si trasforma (ascoltando l'audio della linea telefonica) in una specie di "cinguettìo" assai particolare. Qui di seguito ciò che si poteva ascoltare (tanti anni fa) quando ci si collegava ad Internet tramite un Modem audio:


Quello che si sente è il cosidetto "handshake" ("stretta di mano"), cioè le informazioni che si scambiano i modem per "mettersi d'accordo" sulle modalità del collegamento (dati di identificazione, definizione delle velocità di trasmissione e ricezione, ecc.).
Ovviamente, questo sistema è stato in uso fino a che sono state elaborate e realizzate altre modalità di trasmissione/ricezione, sempre più veloci e con linee "dedicate" (ISDN (Integrated Services Digital Network), ADSL (Asymmetric Digital Subscriber Line) ed, infine, Fibra Ottica (FTTH, FTTC, FTTB, FTTN, ecc.) all'interno della quale, al posto di segnali audio, viaggiano impulsi di luce emessi da appositi LED (Diodi ad emissione di luce). Qui in Italia, date le caratteristiche delle linee telefoniche fisse in esercizio, che ancora oggi sono in gran parte costituite dal famigerato "doppino" (cavo che contiene due fili (ma in realtà sono tre)) in rame, l'utilizzo dei MoDem è stato "supportato" fino a tre anni fa (Luglio 2023).
Piccola informazione: al momento attuale (Febbraio 2026) in Ovada la rete FTTH, "Fiber to the Home", cioè la fibra ottica che arriva direttamente a casa, non è ancora attiva. E' invece attiva la FTTC, "Fiber to the Cabinet", nella quale la Fibra Ottica arriva fino ad appositi "armadi" situati in diverse zone della città, all'interno dei quali si trova un MoDem che "trasforma" gli impulsi di luce in segnali audio che vengono poi trasmessi alle case attraverso il solito "doppino" di rame. E' evidente che questo "collo di bottiglia" rallenta sensibilmente la velocità dei collegamenti che, in ogni caso, sono migliaia di volte più "veloci" dei vecchi collegamenti tramite MoDem audio.

da ARPANet ad InterNet

Negli anni seguenti al 1969, i collegamenti tra i diversi enti di ricerca e studio statunitensi si moltiplicarono in modo inverosimile e ben presto si formò una "rete" assai complessa ed oltremodo "popolata" di utenti. Ma c'era ancora un problema; ogni computer aveva un suo "sistema" di trasmissione/ricezione e molto spesso capitava che non si "capissero" tra di loro. Per risolvere, nel 1971 fu ideato e realizzato un "protocollo" (cioè un insieme di "regole" tecniche) di comunicazione che stabiliva le modalità che tutti i computer della rete dovevano adottare per comunicare tra di loro. Questo protocollo si chiamava TCP (Transmission Control Protocol) ed aveva la particolarità di inviare (e ricevere) i dati "impacchettati", cioè riuniti in gruppi distinti e separati tra di loro, in modo che anche se ne "andava perduto" uno, il resto della trasmissione era salvo e, inoltre, era dotato di appositi accorgimenti che consentivano il "recupero" dei "pacchetti" perduti. Questo protocollo di trasmissione è usato tutt'oggi.
Nel frattempo, ad ARPANet cominciarono a collegarsi altre reti di altre parti del Mondo e questo creò un ulteriore problema: come fare a "distinguere" ed identificare i computers appartenenti alle altre reti?
Per superare questo ostacolo si dovette, quindi, ideare un "sub-protocollo" (che lavorava in subordine al TCP) che aveva come scopo, precisamente, identificare, tramite "indirizzi" numerici (sempre in numerazione binaria, ovviamente) le varie reti e, a seguire, anche i vari computers che ne facevano parte.
Nacque così il protocollo IP (Internet Protocol) che ha la funzione di "identificare" i vari computers delle varie reti per fare in modo che i dati sulla rete viaggino SOLO verso quel determinato computer che ne ha fatto richiesta. Si arrivò così al sistema "TCP/IP", che è quello che oggi consente ad ognuno di noi di collegarci alla rete essendo univocamente "identificati" dal nostro numero IP (che viene denominato IPv4 o IPv6 Address, cioè l'indirizzo che ci viene assegnato secondo la versione 4 oppure 6 del protocollo IP). A questo punto, ARPANet si era tramutata in "Internet", cioè "Rete Internazionale di collegamento tra computers".
Una particolarità: tutti gli apparati elettronici collegati ad Internet DEVONO essere dotati di un Indirizzo IP, che solitamente viene assegnato (e "cambiato" con frequenza regolare) in modo automatico dal provider di rete (TIM, Vodafone, Iliad, ecc.) e nella maggioranza dei casi gli utenti NON conoscono questo numero.
Volete sapere il numero IP che in questo momento vi identifica nella rete? Cliccate QUI.

Internet in Europa

Come doveva inevitabilmente accadere, la rete Internet arrivò anche in Europa (siamo sempre nell'ambito dei collegamenti tra istituzioni scientifiche e di studio) e nel 1984 entrò in scena il CERN, che era stato fondato nel 1954 come "Consiglio europeo per la ricerca nucleare", nome che in seguito andò a definire il "Centro Europeo per la Ricerca Nucleare" che ancora oggi ha sede a Meyrin, in Svizzera vicino a Ginevra e di cui è attualmente Direttore la fisica italiana Fabiola Gianotti.
A quell'epoca (1984) esisteva già in Europa una rete di collegamento tra le varie istituzioni di studio e ricerca, ma la loro situazione era pressoché uguale a quella statunitense precedente all'adozione del protocollo TCP. Fu proprio il CERN, che era (ed è tuttora) il centro di studio di tutta la Comunità Europea, a decidere di adottare unanimemente il protocollo TCP/IP, aprendo così i collegamenti informatici tra Vecchio e Nuovo Mondo. Ma il CERN, qualche anno dopo, nel 1990, fece qualcosa in più, qualcosa che consentì alla rete Internet di "aprirsi" a tutti e di diventare accessibile anche al singolo cittadino ed il merito di questa "rivoluzione" ha un nome ed un cognome: Tim Berners-Lee.

"World Wide Web" (www), HTML ed Internet Browsers

Prima del 1990, i dati che venivano "scambiati" tra i vari computers erano essenzialmente dei testi, che venivano visualizzati (e stampati) "as is", cioè come venivano scritti in origine. L'idea di Berners-Lee fu semplice e rivoluzionaria al tempo stesso: trovare un modo di "impaginare" i testi in modo chiaro, semplice ed intelligibile a tutti, fornendo anche la possibilità di inserire immagini, audio e video.
Per ottenere questo risultato era, ovviamente, necessario "inventare" un linguaggio di programmazione che potesse gestire tutto quanto. Berners-Lee ideò e realizzò il linguaggio HTML (Hyper Text Markup Language - Linguaggio di programmazione di ipertesti con marcatori) con il quale, mediante l'utilizzo (appunto) di "marcatori", si potevano impostare caratteri tipografici, grandezza, impaginazione, impostazione e posizionamento di immagini (ma anche inserimento di video ed audio) di una vera e propria "pagina" che sarebbe poi stata "visualizzata" dagli utenti tramite appositi "programmi" di visualizzazione (anch'essi progettati da Berners-Lee) e che presero il nome di "Internet Browsers". Tutto il sistema prese il nome di "World Wide Web" (Rete a livello mondiale, con il famoso prefisso "www.") e diventò immediatamente il "servizio" più importante di Internet, quello che vi consente di visualizzare e leggere questa pagina.
Poco fa, quando avete aperto il vostro Internet Browser (Chrome, Edge, Firefox, Safari o qualsiasi altro) e gli avete detto di visualizzare questa pagina, il vostro computer ha scaricato un file, creato dal sottoscritto, che ha un nome ed un'estensione ("art061.html"). Questo file è un banale file di testo che contiene, oltre al testo che state leggendo, anche i "marcatori" che servono per farvelo vedere ben impaginato e di agevole lettura.
Volete vedere come è fatto questo file? E' facile: cliccate col tasto destro del mouse su di un punto qualsiasi della pagina e scegliete l'opzione "Visualizza sorgente pagina" (oppure "Visualizza HTML").

Nicky Grauso porta Internet in Italia

 Nicola Grauso Nicola "Nicky" Grauso nasce a Cagliari il 23 Aprile 1949. Laureato in Giurisprudenza a Cagliari nel 1975, ben presto decide di dedicarsi a tutt'altro: l'editoria, la televisione e le comunicazioni.
Nello stesso anno 1975, a Giugno, fonda una Radio Privata, pochi mesi dopo, a Settembre, fonda una Televisione Privata. Negli anni seguenti rileva due altre emittenti sarde ed inizia ad installare una serie di ripetitori radio-tv su tutta l'isola, impianti che mette a disposizione delle reti televisive private nazionali per trasmettere i loro programmi nell'isola e tra i collaboratori delle sue televisioni private può vantare, nel 1982, la presenza di Maurizio Costanzo il quale, come conduttore, sperimenta qui un tipo di trasmissione (il cosidetto "talk show") che porterà poi al successo negli anni seguenti su Rete4 (di Berlusconi) con il titolo di "Maurizio Costanzo Show".
Nel 1985 "compra" il quotidiano "L'Unione Sarda" e, dotandone la Redazione di computers collegati alla rete Internet, lo "modernizza" facendolo diventare uno dei pochi quotidiani italiani di quel tempo che potevano riportare le notizie del Mondo in "realtime" (gli altri quotidiani utilizzavano ancora le vecchie telescriventi). L'anno seguente realizza un grande "centro stampa" sull'isola, dal quale, in accordo con le varie redazioni, distribuisce per via telematica diversi quotidiani nazionali.
Nel 1988 Grauso inserisce nei programmi delle sue televisioni una novità assoluta: ogni mezz'ora manda in onda un telegiornale che viene man mano aggiornato con le ultime notizie, anticipando di una ventina d'anni quello che saranno poi gli odierni Rai News 24 e TgCom 24.
Dopo un paio di esperienze editoriali poco fortunate all'Estero, nel 1994 Grauso intuisce le grandi possibilità che il neonato World Wide Web può offirgli e fonda, il 3 Dicembre, Video On Line, che nelle sue intenzioni dovrebbe diventare (ed infatti diventerà) il primo servizio italiano di "distribuzione" di contenuti via Internet e, soprattutto, potrà consentire a chiunque sia dotato di un computer di accedere ai contenuti della rete mondiale.
Ovviamente, Nicky si rende ben conto che per ottenere questi risultati DEVE rendere "facile" l'accesso alle informazioni e, per fare questo, realizza una "pagina di accesso" ad internet (ora si chiamano "portàli") in cui chi si collega può scegliere un argomento già prefissato (Arte e Musei, Turismo, Vetrina delle Aziende, Posta Elettronica, ecc.) oppure può effettuare una ricerca tramite un apposito "motore di ricerca" (allo stesso modo degli odierni Google, Bing e similari). Una particolarità assolutamente straordinaria per quei tempi è che il "portale" di accesso a Video On Line è disponibile in ben ventisei (!) lingue straniere:

VOL Homepage

Come si vede, Video On Line anticipava di vent'anni quello che sarebbe diventato il web di oggi. Grauso, ovviamente, per "promuovere" questa sua creazione (che egli definiva "Internet per famiglie ed aziende") intraprese un formidabile "battage" pubblicitario e grazie ad accordi con enti e negozi di informatica in tutta Italia, nel giro di sei mesi riuscì ad avere oltre quindicimila "abbonati" (in quell'anno, il neonato analogo servizio lanciato dalla Telecom con TOL (Telecom On Line) ne aveva solamente duemila). La spesa di adesione al servizio era consistente (220.000 Lire + IVA per i privati, il doppio per le aziende) e si doveva considerare che ogni volta che ci si collegava (via Modem) a VOL, partiva una telefonata interurbana e più questa era "lunga" più la bolletta telefonica aumentava. Nonostante questo, Video On Line, per le sue caratteristiche pressoché uniche al Mondo (anche rispetto ai grandi providers americani di allora), divenne in brevissimo tempo l'Internet Provider più "praticato" in Italia ed in Europa.
Nel 1995, inoltre, VOL fu anche il primo Provider europeo che effettuò la trasmissione "in diretta audio e video" su Internet di alcuni concerti musicali, anticipando anche qui di vent'anni quello che oggi si chiama "live streaming".

Era una bella favola che, però, doveva finire. Video On Line, per funzionare a livello nazionale ed europeo, aveva bisogno di TANTE linee telefoniche, che allora erano fornite dalla monopolista Telecom e che costavano parecchio. Grauso, nel giro di meno di due anni, accumulò un debito talmente consistente nei confronti di Telecom che nel Giugno del 1996, fu costretto a "cedere" (gratuitamente, ovviamente) la sua creatura alla Telecom, che la "fuse" in Telecom On Line, acquisendone tutte le caratteristiche tecnologiche (che ancora non aveva) e dando vita a quella che sarebbe poi diventata TIN.

Nicola Grauso, negli anni seguenti, intraprese diverse altre attività, compresa anche una carriera politica a capo di una formazione denominata "Nuovo Movimento" che lo portò a sedere in Consiglio Comunale a Cagliari nel 1998 e nel Consiglio Regionale Sardo l'anno seguente. Abbandonò l'attività politica nel 2001 e da allora intraprese altre iniziative che lo portarono ad essere implicato in diverse questioni molto delicate come il rapimento di Silvia Melis nel 1997 (per la quale egli disse di avere pagato il riscatto, cosa mai confermata dalle indagini), un paio di missioni "politiche" all'estero (a Tripoli nel 1998 assieme a Vittorio Sgarbi per sollecitare il rimpatrio di un operaio italiano rimasto là bloccato ed il sorvolo "in barba agli Americani" di Baghdad nel 2000). Nel 2004 provò a rientrare nell'editoria fondando un gruppo di quindici testate giornalistiche ma ormai l'epoca Grauso era terminata e l'iniziativa fallì dopo pochi anni. Dopo alcune altre sfortunate vicende, tra cui una condanna per bancarotta fraudolenta, Nicola Grauso abbandonò ogni attività per ritirarsi a vita privata.
E' morto il 18 Maggio dello scorso anno 2025 per un tumore ai polmoni.

Conclusioni

Chi scrive ha cominciato ad occuparsi di informatica e computers nel 1981 e nel 1996 già ne masticavamo abbastanza, ma l'arrivo di Video On Line ad Ovada ci ha aperto il Mondo di Internet. Grazie a quell'abbonamento, abbiamo cominciato ad imparare il linguaggio HTML ed a pubblicare siti internet, compreso questo, su diversi argomenti. Da allora abbiamo visto molte delle "intuizioni" di Grauso diventare realtà informatiche ormai consolidate a livello planetario ed ormai utilizzate da tutti.
Dall' 11 Aprile 1996 sono passati trent'anni e, in informatica, trent'anni equivalgono a due secoli. Oggi Internet viaggia a velocità strabilianti ed utilizza i satelliti, le radiocomunicazioni e le fibre ottiche. Oggi, per approfondire qualsiasi argomento (lo abbiamo fatto anche per quelli trattati in questa pagina) ci è sufficiente digitare qualche parola su di un motore di ricerca e l'AI (Intelligenza Artificiale) ci propone di tutto e di più (comprese colossali stupidaggini) nel giro di pochi secondi. E' cambiato il Mondo, ma noi, da buoni "anzianotti", continuiamo a ricordarci, con un pizzico di sana nostalgia, di quando accendevamo il Modem ed ascoltavamo il suo "cinguettìo" mentre ci collegava con il Mondo.
Non si stava meglio quando si stava peggio, però... Bei tempi! Eravamo giovani.