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Dictis facta respondent

di Federico Borsari - 10 Febbraio 2026

Quasi tre anni fa, il 12 Marzo 2023, pubblicavamo su questo sito un articolo riguardante la storia della "Tranvìa Novi-Ovada". Quell'articolo (che potete rileggere QUI) si apriva con queste parole:
"E' di questi giorni la notizia che il fabbricato di Piazza Castello (di proprietà comunale) della ex-stazione della tranvìa Ovada-Novi, dopo un fallito tentativo di vendita, è stato depennato dall'elenco dei beni comunali alienabili e, grazie ai fondi messi a disposizione dal PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza), verrà restaurato, risistemato ed affidato in gestione al Consorzio Servizi Sociali di Ovada per la realizzazione di uno spazio di sostegno per le persone con difficoltà abitative e per l'ubicazione di altri servizi di utilità sociale."
e si chiudeva così:
"Dalle notizie apparse sulla stampa locale parrebbe che il progetto preveda -se e qualora possibile- il recupero del fabbricato nelle sue linee originali, cioè quelle del 1881. Non sappiamo se ciò sia effettivamente previsto nè se sarà realizzabile.
Se, però, dictis facta respondent, cioè se alle parole seguiranno i fatti (e ce lo auguriamo), chissà, forse tra qualche tempo in Piazza Castello potremmo (ri)vedere una cosa molto simile a questa:"


Stazione Posta ipotesi

Oggi, 10 Febbraio 2026, il S.A.L. (Stato Avanzamento dei Lavori) si presenta così:

Stazione Posta lavori

Tre anni fa il nostro era, semplicemente, un augurio; è invece esclusivo merito della committenza e dei progettisti la decisione di recuperare le linee architettoniche originali del fabbricato per restituire alla città un pezzo della sua storia.
Dictis facta respondent e, come storici e come ovadesi, non possiamo che esserne molto contenti.