L'astronauta che partì "sovietico" e ritornò "russo"
di Federico Borsari - 4 Aprile 2026
L'altroieri è alfine partita, dopo alcuni rinvii dovuti ad inconvenienti tecnici, la missione spaziale "Artemis II", che porterà quattro astronauti a "girare intorno" alla Luna, in previsione del prossimo "sbarco" umano sul nostro satellite naturale, previsto tra due anni con la missione Artemis III.
Mentre i quattro ardimentosi cosmonauti viaggiano, con qualche problema, prontamente risolto, alla toilette (il "cesso") di bordo, "sparati" a trentaquattromila (!!!) chilometri all'ora verso la Luna, noi oggi ci occuperemo di una vicenda assai "particolare" di cui ben pochi si ricordano.
Guardate questo "spot" pubblicitario (Corriere della Sera) del 1992:
Adesso guardate il "trailer" dei questo film ("Sergio e Sergej", produzione ispano-cubana) uscito nel 2017:
Piccola "chicca" cinematografica: in questo film, l'attore che interpreta il radioamatore statunitense è Ron Perlman, molto noto per aver interpretato il monaco Salvatore ne "Il Nome della Rosa" (1986).
Entrambi i video sono ispirati da una storia vera, quella dell'astronauta
Sergej Konstantinovic Krikalëv, che rimase nello spazio, a bordo della Stazione Spaziale "Mir" ("Pace") dal 18 maggio 1991 al 25 marzo 1992, proprio durante il periodo in cui l'Unione Sovietica si stava dissolvendo e che vide nelle dimissioni di Michail Sergeevic Gorbacëv, avvenute il 25 Dicembre 1991, l'atto conclusivo della trasformazione dell'Unione Sovietica nell'attuale Russia.
La "vulgata" (narrazione popolare) racconta che Krikalëv rimase da solo nella stazione spaziale poiché gli avvenimenti che stavano avvenendo nell'URSS/Russia impedivano all'agenzia spaziale sovietico/russa di mandargli soccorsi e vettovagliamenti, trasformandolo in una specie di "naufrago spaziale". Per buona misura (e per renderlo più "interessante"), nel film si ipotizza anche uno "scontro" spaziale che manda in avaria la Mir e che rende ancora più drammatica la situazione.
Beh... non è vero niente e noi, da buoni "storici", cercheremo qui di mettere in ordine le cose.

Sergej Konstantinovic Krikalëv (photo credit: Wikipedia) è nato a Leningrado (adesso San Pietroburgo), Unione Sovietica (adesso Russia), il 27 agosto 1958. Ingegnere meccanico (collaudatore di attrezzature spaziali), è stato selezionato come astronauta nel 1985. Dal 1988 al 2005 ha partecipato a
dieci missioni spaziali, effettuando anche otto EVA (Attività Extra Veicolari, cioè all'esterno della stazione spaziale). Ritiratosi dall'attività nel 2009, ancora attualmente ricopre importanti incarichi direttivi nell'ambito dell'Agenzia Spaziale Russa. Durante la sua "carriera", ha collezionato ben 803 giorni, 9 ore e 39 minuti di permanenza nello spazio, piazzandosi al quarto posto nella speciale classifica ai cui tre primi posti si trovano altri tre cosmonauti russi (del periodo post-sovietico): Oleg Kononenko (1110 giorni, 14 ore e 56 minuti), Gennadij Padalka (878 giorni, 11 ore e 29 minuti) e Jurij Malencenko (827 giorni, 9 ore e 20 minuti).
Dal 26 novembre 1988 al 27 aprile 1989 ha partecipato come Ingegnere di Volo alla missione (sovietico-francese) Sojuz TM-7;
Dal 18 maggio 1991 al 25 Marzo 1992 ha partecipato come Ingegnere di Volo alla missione (sovietico-britannica, che si sarebbe dovuta concludere il 10 Ottobre 1991) Sojuz TM-12; nella seconda parte della missione (denominata Sojuz TM-13, in collaborazione con Austria e Germania), ha fatto parte del volo di rientro, come Ingegnere di Volo;
Dal 3 all'11 Febbraio 1994, a bordo dello Shuttle "Discovery" come Specialista di Missione, ha partecipato alla missione (russo-statunitense) STS-60;
Dal 4 al 15 Dicembre 1998, a bordo dello Shuttle "Endeavour" come Specialista di Missione, ha partecipato alla missione (russo-statunitense) STS-88;
Dal 31 ottobre 2000 al 6 maggio 2001 ha partecipato come Primo Ingegnere di Volo alla missione (russo-statunitense) Sojuz TM-31; in quest'ambito ha partecipato alla "Expedition 1", cioè ha fatto parte del PRIMO equipaggio a bordo della Stazione Spaziale Internazionale ISS ed ha fatto parte dell'equipaggio di rientro come Ingegnere di Volo a bordo dello Shuttle "Discovery";
Dal 15 Aprile all' 11 Ottobre 2005 ha partecipato come Comandante alla missione (russo-italo-statunitense, con il nostro Roberto Vittori) Sojuz TMA-6; in quest'ambito ha partecipato alla "Expedition 11", cioè ha fatto parte dell' Undicesimo equipaggio a bordo della Stazione Spaziale Internazionale ISS.
La missione "incriminata" è stata, ovviamente, quella della Sojuz TM-12/Sojuz TM-13.
La Sojuz TM-12 parte, come abbiamo detto, il 18 Maggio 1991. A bordo ci sono il Comandante Anatolij Arcebarskij, l'Ingegnere di Volo Sergej Konstantinovic Krikalëv e la cosmonauta ricercatrice britannica Helen Sharman.
Dopo aver raggiunto la Stazione Spaziale "Mir", dopo una settimana la Sharman rientra a terra assieme ai precedenti componenti della stazione spaziale. Sulla "Mir" rimangono, quindi, Arcebarskij e Krikalëv.
Da Maggio a Luglio i due astronauti svolgono le normali operazioni della stazione spaziale (esperimenti, misurazioni e sei attività extra-veicolari). Nel frattempo, a terra in Unione Sovietica, le contingenze socio-politiche rendono complicata l'attività spaziale e delle due spedizioni previste ne può essere attivata solamente una. In queste condizioni, a Krikalëv viene chiesto di prolungare la permanenza a bordo della stazione spaziale e lui accetta. Quando arriva il nuovo equipaggio, Arcebarskij "prende" il volo di ritorno. Krikalëv, invece, rimane sulla stazione spaziale in compagnia dei nuovi arrivati (Aleksandr Volkov, Toqtar Awbakirov, l'austriaco Franz Viehböck ed il tedesco Klaus-Dietrich Flade). Ritornerà sulla Terra, assieme a Volkov e Flade, il 25 Marzo 1992.
Sulla sua tuta spaziale campeggiano ancora le lettere "CCCP" (Unione Repubbliche Socialiste Sovietiche) e la bandiera rossa con la falce e martello. A terra lo accoglie la scritta "Rossija" e la bandiera tricolore bianco-blu-rossa. Viene accolto come un eroe e gli vengono conferite DUE onorificenze, una "ex-sovietica" (all' Ordine dell'Amicizia tra i Popoli) ed una "russa" (Eroe della Federazione Russa).