Breaking News! (una volta si sarebbe scritto: "Al momento di andare in macchina, abbiamo saputo che...").
Il Presidente Statunitense Donald J. Trump, come è abituato a fare, ha pesantemente "attaccato", sia sul piano politico che personale, il Papa Leone XIV per le parole pronunciate da quest'ultimo qualche giorno fa in occasione della Veglia di Preghiera per la Pace. Il Pontefice, durante il volo verso il continente africano, ha "risposto" al "tycoon" ("Comandante Supremo") con un alcune frasi: "Io non guardo al mio ruolo come a un politico, non sono un politico, io non voglio entrare in un dibattito con lui. (...) Non penso che il messaggio del Vangelo debba essere abusato come alcuni stanno facendo. (...) Io non ho paura dell’amministrazione di Trump. Continuerò a parlare a voce alta del messaggio del Vangelo, quello per cui la Chiesa lavora." (Credit: Vatican News).
Nelle foto qui sotto: un Papa Leone XIV leggermente "incazzato" (rawstory.com) nei confronti di un Donald J. Trump afflitto da "Sindrome Messianica" (milwaukeeindependent.com):

In questo periodo storico assai tribolato e funestato da diversi conflitti armati che si stanno svolgendo in varie parti del Mondo, il Pontefice Leone Decimoquarto, in occasione dell'incontro di preghiera (Santo Rosario) svoltosi nella Basilica di San Pietro in Vaticano la sera dell' 11 Aprile scorso, durante l'omelìa (la predica) da lui pronunciata ha, come si dice in gergo bellico, "sparato a palle incatenate" nei confronti di quei governanti del Mondo che della guerra e della violenza fanno azione politica (e commerciale). Non sta a noi commentare le sue parole, che peraltro condividiamo ma che, purtroppo, tali rimangono (se volete, potete leggerle QUI).
Nonostante le sue, da molti mesi, ripetute e pressoché continue esortazioni alla Pace, da diverse parti si sono levate critiche e/o esortazioni (abbastanza strumentali, per la verità) di diverso genere nei suoi confronti, che si possono riassumere nei temi seguenti:
- Perchè il Papa, invece di andare a "riverire" i "ricchi" a Montecarlo (Principato di Monaco), non va a Gaza oppure in Libano a confortare e visitare le popolazioni martoriate dalla guerra?
- Perchè il Papa non "scomunica" coloro che hanno scatenato le guerre (riferendosi, con ogni probabilità, a Putin (che ha invaso l'Ucraina e la sta bombardando da quattro anni), Netanyahu (che ha occupato la striscia di Gaza e bombarda il Libano meridionale) e Trump (che ha scatenato un'offensiva militare nei confronti dell'Iran))?
Queste domande e/o esortazioni, per qualche verso anche parzialmente "sensate", non tengono però conto di diverse motivazioni di carattere "pratico" e "dottrinale" (dal punto di vista teologico) che le rendono entrambe impraticabili. Vediamo perchè.
Il Papa, come abbiamo già detto in precedenti articoli, ha DUE caratteristiche: è un Capo di Stato (esattamente come Trump, Mattarella, Macron e tutti gli altri, compresi i dittatori più o meno sanguinari) ed è il Capo della Chiesa Cattolica.
Come Capo di Stato, egli "rappresenta" lo Stato "Città del Vaticano", che è grande -grosso modo- come il centro storico di Ovada e conta attualmente seicentodiciotto "cittadini" (lui compreso), la maggior parte dei quali "risiede" nella città di Roma. A questo proposito, ricordiamo qui che la cittadinanza vaticana NON si ottiene né per "nascita" (jus soli) né per "discendenza" (jus sanguinis) ma, solamente, per "residenza" e, a questo proposito, i cittadini "vaticani", per essere tali, devono risiedere o all'interno delle Mura Leonine oppure nella Città di Roma.
Come Capo della Chiesa Cattolica, invece, il Pontefice rappresenta oggi (stime dell'anno scorso 2025), oltre un miliardo e quattrocento milioni di "fedeli", un numero enorme di persone, pari quasi al diciotto per cento della popolazione mondiale (attenzione: stiamo parlando dei Cattolici e non dei Cristiani, che in totale (compresi i Cattolici) ammontano a circa due miliardi e duecento milioni).
A causa di queste sue due "caratteristiche", risulta abbastanza evidente che per lui, in entrambe le vesti, non è così facile "prendere un aereo" ed andare dove gli pare e quando gli pare.
Le "visite" del Papa nei vari Paesi del Mondo, in primis, devono essere "richieste", esattamente come si fa con qualsiasi Capo di Stato. Nessun Capo di Stato effettuerà mai una visita in un altro Stato Sovrano senza "essere invitato" da un suo "omologo". E' una regola del "Protocollo Internazionale" e, ovviamente, quando al Papa (così come a qualsiasi Capo di Stato) perviene un invito, solitamente passano mesi (o, anche, anni) prima che il viaggio abbia luogo poiché gli Uffici ed i Servizi Vaticani preposti devono considerare OGNI aspetto che l'eventuale visita comporta, principalmente dal punto di vista religioso, poi dal punto di vista politico-sociale ed, infine, dal punto di vista della sicurezza personale del Pontefice, sicurezza che DEVE essere assicurata e garantita dal Paese ospitante.
La visita del Pontefice presso il Principato di Monaco era stata richiesta dal Principe Ranieri al precedente Pontefice Francesco e la data del suo svolgimento, per le motivazioni viste sopra, era già stabilita da mesi.
Per quanto riguarda un'eventuale visita papale in Ucraina, già il precedente Pontefice era stato invitato personalmente dal Presidente Ucraino Zelensky ma, essendo l'Ucraina costantemente soggetta a bombardamenti da parte dell'esercito Russo, ad oggi NON sussistono i requisiti di sicurezza necessari. Un'eventuale visita in Russia, parimenti, non viene neppure ipotizzata, poichè il Presidente Russo Putin NON ha mai invitato il Papa in Russia (e non ha alcuna intenzione di farlo).
Circa una visita a Gaza, trattandosi di zona occupata militarmente dall'esercito israeliano ed il cui accesso è VIETATO a chiunque (ne sanno qualcosa le "missioni" di volontariato che hanno tentato di portare aiuti umanitari), anche qui NON sussistono le condizioni di sicurezza e, comunque, l'Autorità Nazionale Palestinese (che dovrebbe "governare" la zona), attualmente non ha alcun potere decisionale. Per la cronaca, lo Stato di Palestina è stato riconosciuto dal Vaticano nel Febbraio del 2013 mentre l'Italia non lo ha ancora riconosciuto ufficialmente, anche se si è espressa favorevolmente nell'ambito di alcune risoluzioni ONU e, recentemente, si è detta favorevole ad un riconoscimento "condizionato".
Per una "visita" papale in Libano, infine, anche qui al momento attuale, visti i combattimenti che vi sono in corso, NON ci sono le condizioni di sicurezza necessarie. Ricordiamo, comunque, che il Papa in Libano c'è stato in visita ufficiale pochi mesi fa, dal 30 Novembre al 2 Dicembre 2025.
In questi giorni il Pontefice sarà in visita presso alcuni Paesi del continente Africano e la sua sicurezza personale, a causa dell'instabilità politico-sociale di diverse aree, comporterà qualche rischio in più rispetto al solito. Speriamo che si svolga tutto nel migliore dei modi.
Per quanto riguarda la "scomunica", il discorso si pone in termini squisitamente "dottrinali".
Il procedimento di "scomunica" è presente in tutte le religioni cristiane e viene applicato con modalità differenti. Sostanzialmente avviene quando un fedele "sgarra" dalle regole fissate dalla sua religione e viene "punito". La scomunica consiste, sostanzialmente, nell'esclusione dalla Comunione con Cristo (e, quindi, dalla Comunità dei Fedeli) ed è la peggiore punizione che possa essere comminata ad un battezzato.
Nella Religione Cattolica, esistono DUE tipi di scomunica. Il primo tipo si definisce "Excommunicatio latæ sententiæ" ed è, per così dire, "automatica"; in pratica è sufficiente che il fedele compia il "reato" per essere scomunicato "de facto". Vi ricordate, a questo proposito, di quando -tanti anni fa- eravamo bambini e frequentavamo il "catechismo" ed il sacerdote ci diceva "Se dite le bugìe, non potete fare la Comunione se prima non vi siete confessati."? Well, questo è un tipico caso di scomunica "latæ sententiæ", molto "leggera" (quando applicata ai bambini) che riguarda la violazione dell'ottavo Comandamento e che può essere "rimessa" (cioè "tolta") da un sacerdote confessore.
Il secondo tipo si definisce "Excommunicatio ferendæ sententiæ" ed è quella che viene comminata dalle autorità ecclesiastiche mediante appositi decreti e dopo procedimenti canonici approfonditi. Solitamente, questo tipo di scomunica viene applicata a gruppi di fedeli che, per qualche motivo, abbiano infranto le regole o si siano posti in contrasto con il Papa o con la Chiesa. A parte le scomuniche "storiche" di Martin Lutero nel 1521 (scisma e nascita della Chiesa Protestante) ed Enrico VIII nel 1533 (scisma e nascita della Chiesa Anglicana), più recentemente significativa è la vicenda della "Fraternità San Pio X" (i cosidetti "Lefèbvriani") che nel 1988 si era "auto-scomunicata" (latæ sententiæ) quando Mons. Marcel Lefèbvre aveva ordinato alcuni Vescovi senza il permesso della Santa Sede (per il Codice di Diritto Canonico tale procedura equivale ad uno "scisma", cioè ad una "separazione" dalla Chiesa Cattolica). Nel 2009 il Pontefice Benedetto XVI "rimise" (cioè annullò) tale scomunica ma oggi, stante l'intenzione dei Lefèbvriani di ordinare (senza autorizzazione papale) nuovi vescovi e sacerdoti nel prossimo mese di Luglio, ci sono buone probabilità che la Fraternità San Pio X venga nuovamente scomunicata e che, questa volta, il provvedimento sia "ferendæ sententiæ".
Come appare evidente, quindi, la Chiesa Cattolica può "scomunicare" solamente i Cattolici e non, ovviamente, quelli di altre religioni (cristiane o meno). Per questo motivo, invocare da parte del Papa la scomunica nei confronti, ad esempio, di Putin, Netanyahu e Trump, non ha alcun senso. In effetti, Vladimir Vladimirovic Putin è di religione Cristiana Ortodossa Russa e può essere "scomunicato" solo dal Capo di quella Chiesa, cioè dal Patriarca di Mosca Kirill. Benjamin Netanyahu (detto "Bibi") appartiene alla religione Ebraica, che non contempla provvedimenti di "scomunica" (e, comunque, eventuali "sanzioni" gli potrebbero essere comminate solo dal Rabbino Capo di Gerusalemme). Donald John Trump, infine, è di religione Cristiana Presbiteriana ed un'eventuale "scomunica" (o pena similare ed equivalente) gli potrebbe essere comminata solo dal "Presbitèrio" (Consiglio degli Anziani) di appartenenza oppure dal "Sinodo" (Consiglio dei rappresentanti dei Presbitèri).
Per concludere, un paio di note. Il 18 Dicembre scorso il Papa ha "accettato" le dimissioni (presentate ufficialmente per raggiunti limiti di età) dell'Arcivescovo Cardinale di New york Timothy Michael Dolan, molto "vicino" alle idee del Presidente Trump e gli ha fatto succedere il cardinale Ronald Aldon Hicks, di idee opposte.
Il Pontefice è stato invitato negli Stati Uniti d'America (in cui è nato) per la prossima Festa dell'Indipendenza (4 Luglio) ed in tale occasione sarebbe prevista, a Philadelphia, una cerimonia di consegna della "Medaglia della Libertà", assegnatagli per il suo operato in favore della dignità delle persone, dell'inclusione e della libertà religiosa. Da come si stanno rapidamente "deteriorando" i rapporti (anche personali) tra Trump e Prevost, siamo legittimamente portati a supporre che quel viaggio non si farà. E sarà meglio così, perchè questo Papa ci serve vivo!